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lunedì 11 febbraio 2019

Flying Disk - Urgency

#PER CHI AMA: Noise Rock
Il trio volante, dopo quattro anni dal fortunato 'Circling Further Down', torna con il nuovo album 'Urgency', prodotto e distribuito da Brigante Records, Scatti Vorticosi e Edison Box. Dal lontano 2010 la band ha fatto parecchia strada, suonando in tutta Italia e affacciandosi oltre confine per brevi ed irruenti incursioni noise punk rock/post-hardcore. La band piemontese ha scelto otto brani per raccontare chi sono oggi i Flying Disk e cos'è successo in questi quattro anni frenetici. "One Way To Forget" inizia in maniera dirompente con un gran riff scaccia noia, la chitarra elettrica si destreggia con un sapiente uso delle corde, distorsore e influenze anni novanta che fanno sorridere noi vecchie rocce, ma che fortunatamente ammaliano ancora. Il nervosismo della sezione ritmica non è li per fare solo presenza, si prende la responsabilità di spingere e far sentire la botta del buon rock. Tre minuti che fanno da ottimo biglietto da visita per l'ensemble cuneese che dimostra subito di aver fatto i compiti senza diventare però il classico secchione anticipatico della scuola. Poi arriva "Straight", che attacca come i vecchi Verdena con quell'attitudine che vien voglia di ondeggiare la nostra estremità superiore per godere al meglio di un brano che andrebbe ascoltato davanti ad un palco improvvisato in mezzo al pubblico; qui la band pesta come una forsennata e noi saltiamo a tempo in un tripudio di sudore e polvere. In "Hammer" anche il basso si prende il suo spazio fin dal riff iniziale, pesante e distorto fino a quando il brano non sfocia in un break che ricorda "Sabotage" dei Beastie Boys. Non è ancora finita perché il pezzo evolve e si lancia in un finale da ballad che abbassa la tensione fino alla sua chiusura. Devo dire che l'elemento che contraddistingue il trio piemontese è il cantato, una ventata di freschezza che se ne frega dei tecnicismi e si butta a capofitto negli arrangiamenti strumentali con un'inclinazione che ricorda il college rock oltre oceano. Il volo pindarico di 'Urgency' si chiude con "100 Days" che non perde un colpo e viaggia come una scheggia impazzita che si è staccata da un modulo lunare, prendendo il largo verso l'infinito. La canzone rallenta con i suoi suoni dilatati, la batteria riduce i bpm e il cantato quasi sussurra le ultime strofe. Cala il sipario. Non accendete ancora le luci, vogliamo guastarci ancora 'Urgency' finchè le note riecheggiano nei nostri neuroni. (Michele Montanari)

(Brigante Records/Scatti Vorticosi/Edison Box - 2018)
Voto: 75

https://flyingdisk.bandcamp.com/album/urgency

sabato 21 luglio 2018

La Scatola Nera - Istantanea Estesa

#PER CHI AMA: Garage/Alternative/Punk Rock
La giovane Brigante Records & Productions continua il suo percorso di crescita nell'ambito delle etichette italiane e oggi propone un'altra band molto interessante, La Scatola Nera e il loro nuovo album 'Istantanea Estesa'. Dopo aver recensito gli ottimi "briganti" Omza, Macabra Moka e Cruel Experience, non nascondo che ero curioso di ascoltare anche questo quartetto brianzolo attivo da quasi dieci anni e devoto ad un garage/alternative/punk rock. Andando a ritroso e ascoltando qualche vecchio pezzo della band (nella loro discografia compaiono anche un album ed un EP), salta subito all'orecchio un sound vicino al Teatro degli Orrori, passando per i Ministri contaminati dai vecchi QOTSA. 'Istantanea Estesa' alza il tiro, cerca meno pacche sulle spalle e sorrisoni dagli amici, mettendoci più introspezione, evolvendo in uno stile proprio e maturo. "Moby" è un'entrée che suona leggera ed eterea, grazie al cantato (in italiano) carico di riverbero, come le chitarre che si sporcano leggermente per dare maggiore enfasi, mentre la sezione ritmica ci mette il giusto groove per avere un brano da ballare in modo lascivo sotto una luna rossa. Dopo essere stati cullati amabilmente, si passa a "Cocktail", che ci agguanta subito grazie alla linea di basso profonda e ininterrotta. In progressione, si arriva al ritornello con chitarre più energiche, ma sempre con quel pathos sospeso tra pop teso e rock rilassato, sensazione che comincia a svanire in "Roche", dove il quartetto comincia a picchiare con più vigore e convinzione. I break e gli arrangiamenti di chitarra convincono e ci regalano il brano più riuscito di 'Istantanea Estesa'. Anche il cantante si sente più a proprio agio ed esprime al meglio la sua rabbia mista a frustrazione. Ci sta pure un bell'assolo finale che non fa altro che confermare il pregio di questa traccia. "51 Pollici" è una bel ceffone in faccia da meno di due minuti di durata che gira all'impazzata con un discreto carico di groove. Una vera e propria sveltina ma fatta con stile e quindi con tanta soddisfazione. In "Scogliera" e "Tringhe", la band si concentra su sonorità soft da dopo sbronza con degli interessanti giochi di voce e strumenti, entrambe delle ballate che potete ascoltare quando il cerchio alla testa non vi concede tregua. La Scatola Nera si è sicuramente evoluta con questo nuovo album, l'impatto sonoro è meno vigoroso a beneficio di atmosfere a momenti rilassate e subito dopo impazzite, con un filo conduttore basato su suoni, riff e cantato. Se prima li si ascoltava con una birra da supermercato in mano, adesso preparatevi un gin tonic di qualità oppure un vino rosso corposo e piacevole. (Michele Montanari)

(Brigante Records - 2018)
Voto: 70

giovedì 28 settembre 2017

Cruel Experience - Lives of Ugly Demons

#PER CHI AMA: Psych/Stoner/Punk, Sonic Youth
I Cruel Experience sono Efisio (voce/chitarra), Nicola (chitarra), Andrea (Batteria) e Thomas (basso e voce), nascono a Lucca nel 2013. Hanno all’attivo un doppio Ep, 'Save the Nature, Kill Yourself' e un singolo raccolto nello split '70s, 80s, 90s Suck Split'. Questo 'Lives of Ugly Demons' (L.O.U.D.) è il loro vero album d'esordio; dopo una bella gavetta nella scena locale i quattro musicisti decidono infatti di appoggiarsi alla cordata di label formata da Santa Valvola Records/Annibale Records/Brigante Records & Productions/Dadstache Records, per fare il tanto desiderato salto di qualità. Il cd si presenta in un digipack rosso con una grafica in chiave horror anni '70 misto a fumetti con un look che richiamano il secolo scorso (mamma mia, sembra una vita fa). I testi delle sette tracce sono stampati su un flyer/poster a parte che fa gongolare chi come me, adora leggere per cogliere a meglio il lavoro delle band. "Highway Of Lies" è il brano in apertura che ci scaraventa nel mondo punk/psichedelico/grunge dei nostri amici lucchesi, ove l'inizio è dominato da un basso che rotola minaccioso come nei migliori brani stoner, poi con l'arrivo di chitarre e batteria, il brano si trasforma. Il cantato richiama le atmosfere punk inglesi mescolato a riff più grossi che si spezzano dopo poco per un lungo break psichedelico pieno di riverbero e grandi spazi metafisici. Verso la fine il pezzo riprende il tema iniziale accelerando vorticosamente e arricchendosi di un assolo leggermente dissonante che lascia senza fiato l'ascoltatore dopo oltre sei minuti di canzone. Riprendiamo con "Loud" e cambia l'approccio mantenendo questa volta il punk come genere di riferimento per il ritornello, ma che si veste anche di atmosfere new wave nella strofa. Il tutto si svolge in meno di tre minuti mascherati da una patina di ironia che denuncia il malessere urbano ed esistenziale, il tutto riflesso nei suoi arrangiamenti rabbiosi. I Cruel Experience si autodefinisco fuori dagli schemi e non possiamo che dar loro ragione: quando attacca "Bite the Light" infatti veniamo rapiti dal riff introduttivo sospeso tra psichedelia e grunge. Un brano poliedrico, fatto di stacchi lenti e accelerazioni che verso i tre quarti s'incupisce per poi esplodere in una cacofonia isterica e furibonda. "Help me Wizard" è degna di una band avvezza al doom più lisergico che ricorda lunghe notti passate sotto le stelle a ballare furiosamente intorno ad un falò gigantesco, con scintille che salgono al cielo come anime che trasmigrano ad un livello superiore. Tanta energia, basso e batteria sgomitano impazziti mentre le chitarre si destreggiano tra riff e arrangiamenti che strizzano l'occhio a band di vecchia data. Un gran bell'album che attinge a piene mani dalla scena internazionale punk/rock/noise, rivisitando quello che Sonic Youth ci hanno insegnato e creando un proprio mix che ammalia il nostro io interiore. Lunga vita ai Cruel Experience, che possiate regalarci altre piccole e fantastiche perle come questo 'L.O.U.D.'. (Michele Montanari)

(Santa Valvola Records/Annibale Records/Brigante Records & Productions/Dadstache Records - 2017)
Voto: 80

https://cruelexperience.bandcamp.com/album/lives-of-ugly-demons

giovedì 31 agosto 2017

Macabra Moka - Tubo Catodico

#PER CHI AMA: Rock/Hardcore/Stoner
La Macabra Moka è una band di Cuneo nata nel 2010 che, dopo aver esordito con il primo full length 'Ammazzacaffè' nel 2014, lo scorso marzo ha pubblicato 'Tubo Catodico' tramite la sempre attiva cordata composta da DreaminGorilla Records / VOLLMER - Industries / Dischi Bervisti e tanti altri. Abbiamo ricevuto la versione per gli addetti ai lavori, quindi possiamo apprezzare solo la copertina che tramite un collage in stile fumetto, rappresenta il peggio della tv italiana (Zanicchi, Magalli, etc.) in versione horror, riallacciandosi quindi al titolo del cd. Il quartetto formato da batteria-basso-chitarra-voce suona un energico mix fatto di rock, hardcore e stoner cantato rigorosamente in italiano, a voler confermare che non ci devono essere barriere di alcun tipo tra la band e l'ascoltatore. "Radio fa" è la prima traccia contraddistinta da riff potenti come le parole che vengono sputate ed urlate nel ritornello carico di disagio e sofferenza, il tutto raccontato tramite la metafora delle trasmissioni radio. Subito si scorge la rabbia giovanile dei primi Ministri e Teatro degli Orrori che in tre minuti spaccati viene raccontata nella versione macabra del nostro gruppo. In "Tormentone d'Estate" i riff sono più alla QOTSA, un'ottima simbiosi strumentale che incalza e colpisce duro, il tutto alleggerito dal ritornello scanzonato che ci sbatte in faccia lo squallore della nostra vita mondana, fatta di apericena e selfie. Poi, riuscire a infilare Federica Panicucci nel testo non è proprio cosa da tutti. Si passa a "LeAquile del Metallo Morto", dove la sezione ritmica martella in modo ossessivo e le chitarre ci regalano suoni corposi che trasudano rock alla vecchia maniera, con tanto di assolo delirante a chiudere con annessa accelerazione finale. Tutta l'attitudine hardcore si concentra in "Ok, il Prezzo è Giusto" che ha l'effetto di un cric preso in pieno muso tanto, parole che tagliano quanto i riff suonati a velocità folle. Se i Bachi da Pietra hanno sfruttato l'entomologia per raccontare meglio la nostra società, la Macabra Moka l'ha fatto sfruttando la televisione italiana, portando il cinismo e l'autocritica a livelli paradossali. Un album coinvolgente, schietto come non ascoltavo da tempo ed oscuro al punto giusto. Da avere assolutamente perché sotto la finta patina di 'Tubo Catodico' si nascondono dei contenuti profondi che nell'ambito musicale ormai pochi hanno il coraggio di decantare. (Michele Montanari)

(DreaminGorilla Records/VOLLMER Industries/Dischi Bervisti/Tanto di Cappello Records/Scatti Vorticosi Records/Brigante Records & Productions - 2017)
Voto: 80

https://lamacabramoka.bandcamp.com/album/tubo-catodico